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Faq – Le domande più frequenti sul mondo delle Web Radio2014-05-26T19:58:22+00:00

Faq: Domande e Risposte

Di seguito, vengono riportate alcune delle piu’ frequenti domande rivolte in questi anni alla W.R.A.
La sezione e’ in costante aggiornamento.

D. Sono in regola con le licenze, ho tutti i brani originali ma la mia copia di Windows e’ contraffatta. Fa lo stesso?
R. Negativo. Le Web Radio sono soggette a controlli anti pirateria e tra il materiale ispezionato ne fa parte anche la licenza del proprio sistema operativo Windows. Di conseguenza deve essere originale.

D. Trasmetto solo brani sotto licenza Creative Commons e il pc che utilizzo come regia monta distribuzione di Linux. Sono in regola?
R. Esattamente. Per quanto riguarda i brani, la licenza Creative Commons contempla il libero utilizzo; mentre le distribuzioni di Linux, generalmente vengono rilasciate sotto licenza GNU/GPL. Anche quest’ultima libera dai concetti di copy-right

D. Trasmetto al 70% repertorio non tutelato e in minima parte brani tutelati. Devo ugualmente far partire entrambe le licenze?
R. Si, ma entrambe le societa’ Siae/Scf contemplano nelle loro licenze soluzioni a scaglioni in percentuale dell’effettivo utilizzo del repertorio tutelato utilizzato.

D. Siamo un’associazione No-Profit e ci occupiamo di volontariato. Abbiamo deciso di far partire una Web Radio con repertorio tutelato. Dobbiamo pagare anche noi la Licenza?
R. Si.

D. Ho deciso di far partire la mia Web Radio Personale per vedere come va. Potro’ successivamente cambiare la licenza da Amatoriale a Commerciale?
R. Si, in entrambe le licenze vengono contemplate situazioni analoghe.

D. Ma perche’ non pagare un’unica licenza? Perche tutti questi soldi?

R. Fino ad un po’ di tempo fa era proprio cosi. La Siae, era l’unica Societa’ riconosciuta con finalita’ di riscossione dedicata al Diritto d’Autore e ai Diritti Connessi. La Legge 633/41 diceva proprio questo ma evidentemente i legislatori dell’epoca non potevano certo immaginare che dopo oltre mezzo secolo i pochi fonografici esistenti sarebbero diventati migliaia e che gli interessi in ballo sarebbero diventati enormi a tal punto di spingersi a mettersi in proprio. Ma evidentemente nei passaggi degli articoli che compongono la legge in questione, in fondo in fondo lo sapevano che, prima o poi, sarebbe successa una cosa del genere inserendo quindi frasi elastiche quali: “Salvo Accordo tra le Parti”. Legittimando sia la Siae che Fonografici a prendere, appunto, accordi diversi.

D. D’accordo la simpatica lezione di storia, ma perche’ devo pagare l’Scf?
R. Appunto perche’ la legge in qualche modo lo prevede ma sopratutto perche nelle limitazioni della licenza della Siae sono esclusi proprio i diritti spettanti ai fonografici.

D. Ok, mi arrendo. Faccio partire entrambe le licenze perche’ voglio utilizzare materiale tutelato, ma poi saro’ in regola? Domani uscira’ qualcun’alto a pretendere?
R. Purtroppo non e’ detto proprio perche’ la realta’ della Web Radio non e’ regolamentata e fin quando non verra’ fatta chiarezza potrebbero verificarsi situazioni analoghe anche se al momento non se ne vedono i presupposti.

D. Ma allora? Faccio il pirata e “Chissenefrega”
R. Non proprio. La WRA sta lavorando da un po’ di tempo per far si che la Web Radio abbia una propria identita’ e sopratutto i propri diritti. Il Cammino e’ quello giusto ma un po’ lungo e alcune volte tortuoso.

D. Ho deciso di far partire la mia Web Radio con licenza Commerciale ma non ho la Partita Iva. Qual’e’ il Codice Attivita’ per la mia nuova attivita’ d’Impresa?
R. Allo Stato attuale non e’ previsto alcun Codice Attivita’ specifico per le emittenti radio/televisive web. Quindi in teoria si parte gia’ illegalmente con questa avventura imprenditoriale. Il codice attivita’ che piu’ si avvicina, chiaramene, sarebbe lo stesso delle emittenti radio televisive tradizionali. Si andrebbero a creare pero’, alcuni problemi. Ad esempio, all’atto della compilazione dello studio di settore, ci sara’ discordanza nelle voci tipo: spese sostenute per i ripetitori. Come si sa, la Web Radio non sostiene alcuna spesa per quanto riguarda il rifornimento di energia elettrica per ripetitori o trasmettitori. Piuttosto, la mancanza di “ufficialita’” della Web Radio comporta l’impossibilita’ di scaricare alcune spese quali, fatture di forniture streaming.

D. Quindi? Quale codice attivita’ utilizzare per aprire la P.Iva?
R. Allo stato attuale, l’unico codice utilizzabile (per non incorrere in sanzioni o visite da parte della Guardia di Finanza) e che piu’ si avvicina all’attivita’ che si sta per intraprendere, e’ lo stesso per le Concessionarie Pubblicitarie o Agenzie di Comunicazione. Cosi facendo, si legittimerebbe la vendita di spazi pubblicitari all’interno di palinsesti radiofonici e/o banner all’interno del proprio sito internet. Si ricorda pero’ che non e’ il codice ufficiale.
La WRA, si sta impegnando attraverso dialoghi con l’Ufficio delle Entrate, l’identificazione di un Codice corretto affinche’ la Web Radio possa proseguire nel suo cammino e crescita.

D. Ma perche’ e’ cosi importante l’identificazione della Web Radio? Non si sta bene gia’ cosi?
R. Purtroppo no, per tutta una serie di motivi. Ad esempio, non essere riconosciuti dal Ministero delle Comunicazioni comporterebbe l’esclusione da eventuali contributi o legittimare “qualcuno” un giorno a far chiudere le web radio cosi come successe anni fa con le emittenti locali. Come gia’ osservato, ci sarebbero problemi fiscali ma sopratutto, cosi facendo si sbloccherebbe il famoso “business” che ancora dorme. Gli investitori al momento non vedono di buon occhio la Web Radio anche per la mancanza di ufficialita’.

D. Non capisco. Se la Web Radio non ha la sua Ufficialita’ tanto acclamata, allora perche’ pagare Siae e Scf?
R. Paradosso. La Legge 633/41 negli articoli che vanno dal 72 al 79 riconosce il diritto d’autore e connesso e specifica che le emittenti radio televisive che trasmettono via etere, satellite e via cavo sono soggette al pagamento di tali diritti. La Web Radio attualmente non e’ riconosciuta come emittente radio televisiva, quindi le Web Radio potrebbero tranquillamente bypassare Siae/Scf. Il motivo pero’ per cui viene richiesta una licenza e’ riferita solo al fatto che e’ il Sito Internet ad offrire musica.

D. Qundi chi tramette ad esempio, solo su shoutcat in base a questo concetto puo’ fare quello che gli pare?
R. Diciamo che in questo caso, sarebbe difficile individuare la fonte. La WRA rende noto che sta lavorando per l’ufficialita’ dello strumento e ne’ approva tanto meno incita a tale situazione.

D. E’ legale acquistare brani su i-Tunes? La licenza lo permette?
R. Da poco la Apple ha pubblicato una nuova e piu’ chiara release del contratto di fornitura dei prodotti iTunes Store dove, al punto ix dell’art. 9 lettera b, dice:

“(…) Lei potre0 utilizzare il CD sul quale lei ha
masterizzato i suoi Prodotti nello stesso modo in cui lei
potrebbe utilizzare un CD acquistato da un rivenditore, ai
sensi delle norme sul diritto d’autore vigenti in Italia.”

A questo punto appare chiaro che i contenuti digitali protetti di iTunes e masterizzati su un CD per esigenze di backup sono identici sul piano giuridico a quelli
prelevabili da un CD prodotto su base industriale e pertanto rientranti entrambi tra quei supporti ai quali si applica il diritto di copia previsto dal contratto SCF e che e’ lecitamente riconosciuto anche dalla SIAE. Si consigliano comunque alcuni accorgimenti:
Sarebbe opportuno che si mantenesse una prova d’acquisto dei brani scaricati. Al riguardo iTunes emette apposita fattura per ogni brano o gruppo di brani
acquistati. e’ bene che il titolare del materiale acquistato generi una stampa cartacea della fattura e la conservi in un raccoglitore (la normativa fiscale a oggi non
consente l’archiviazione di fatture su supporto elettronico ma soltanto su supporto cartaceo).
Rimane comunque il fatto che ogni brano scaricato e’ protetto ed e’ dotato di un tag immodificabile che certifica il nome dell’acquirente.

In caso di ulteriori domande non presenti nell’elenco, prego segnalare a: info@wra.it